MatteiDEV – Realizzazioni degli studenti

Tastiera fonetica per Windows 8.1

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Studente: LUCA BATTISTELLI

La tastiera fonetica

La tastiera fonetica è un programma di scrittura e ascolto che permette di compiere trascrizioni fonetiche e di ascoltare quanto si scrive, facendo così esercizi di pronuncia per tutte le lingue e i dialetti del mondo.

Sono inoltre avviabili basilari funzioni di formattazione del testo e la possibilità di importare ed esportare testo in altre applicazioni.

Cenni di fonetica

Nonostante il gran numero delle lingue presenti nel mondo e del vasto numero dei sistemi ortografici esistenti, è possibile fare una trascrizione della pronuncia di una qualunque parola in ognuno di questi, questo tipo di scrittura è detto trascrizione fonetica.

In altre parole si può rendere, con una serie particolare di simboli, le caratteristiche di pronuncia per una determinata lingua.

É possibile infatti codificare tutti i suoni emettibili dalla voce umana in modo chiaro e semplice e a prescindere dalla lingua utilizzata.

Ciò grazie a un sistema alfabetico creato ex-novo e riconosciuto universalmente: l’alfabeto fonetico internazionale.

Anche conosciuto come IPA (dall’inglese International Phonetic Alphabet), quest’alfabeto è stato studiato perché a ogni segno corrisponda un solo suono (tecnicamente fono) e viceversa, senza possibilità di confusione.

Nonostante i foni codificati siano in tutto 160, solo un piccolo sottoinsieme è usato da ciascuna lingua e spesso per le parole più comuni delle varie lingue è sufficiente un gruppo relativamente non molto ampio.

In questo insieme possiamo riconoscere suoni corrispondenti a vocali e consonanti, cioè i veri e propri foni, più i diacritici e gli accenti.

Gli ultimi due sono piccoli simboli che possono essere posti in un dato luogo di un simbolo IPA e vanno a influire sulla lettura dello scritto: dalla pronuncia di un fono fino all’intonazione di un’intera frase.

Scenari d’uso

Qualsiasi utente che abbia il bisogno di scrivere nell’alfabeto IPA troverà molto comodo usare una tastiera touchscreen direttamente sullo schermo, come quella sviluppata.

In particolare quest’alfabeto è usato comunemente nelle trattazioni scientifiche di ambito linguistico (e nello specifico per le discipline di fonetica e fonologia) mentre, con scopo più pratico, è usato nei dizionari per indicare la pronuncia delle parole, ma anche per indicare la pronuncia di parole scritte con sistemi di scrittura che non usano lo script latino (come con il thailandese, l’amarico, il cinese, il coreano, il giapponese…).

Si usa inoltre in varie enciclopedie, per trascrivere la pronuncia di parole straniere.

La tastiera fonetica può quindi essere utilizzata proficuamente in ambito scolastico e universitario, da insegnanti e studenti, per preparare e svolgere compiti ed esercizi di linguistica, e in ambito scientifico, da ricercatori o da semplici appassionati per lo studio o la conservazione di lingue e dialetti.

La sua funzionalità acustica inoltre può essere utilizzata anche in ambito logopedico, nell’analisi e nel trattamento del disordine fonologico presente nei disturbi della voce, della pronuncia, della fluenza e semantici.

É perciò un app che trova diversi utilizzi, tutti piuttosto di nicchia, ma per i quali non esiste al momento un’altra scelta sul Windows store e che trova quindi un suo perché nell’attuale panorama delle app per Windows 8 e 8.1.

Inoltre la sua completa localizzazione in lingua inglese ne aumenta considerevolmente il pubblico di destinazione.

 

Tecnologia utilizzata per lo sviluppo

Linguaggi di programmazione

Essendo l’app mirata al sistema operativo Microsoft Windows 8.1, le opzioni possibili riguardo ai linguaggi di programmazione da usare erano due:

  1. C# per il codice e XAML per la grafica
  2. Javascript per il codice e HTML per la grafica

Poiché sia le conoscenze esistenti sia il materiale e gli ambienti di programmazione erano simili per entrambe le soluzioni, la scelta è stata fatta basandosi sulla preferenza mia personale e del professor Marco Vita e abbiamo scelto la prima soluzione che ci sembrava più comoda e potente.

Mentre C# è un linguaggio ormai conosciutissimo ed è usato per le più disparate applicazioni, per XAML, che è usato esclusivamente per progettare in ambiente Microsoft, potrebbe essere necessaria qualche spiegazione, essendo quasi sconosciuto a chi non sviluppa questo tipo di applicazioni.

XAML è un linguaggio di markup derivato all’XML, un linguaggio, sempre di markup, che permette di costruire altri linguaggi inventando nuovi tag.

XAML permette di costruire la grafica delle applicazioni, in modo simile a quanto avviene con l’accoppiata HTML e CSS per le pagine internet o con l’XML stesso per le app Android.

 

Ambienti di programmazione

Fatta questa prima scelta, quella dell’ambiente di programmazione era quasi obbligata, ed è infatti ricaduta sulla coppia Visual Studio 2013 e Blend.

Visual Studio 2013 è la soluzione definitiva Microsoft per sviluppare il codice delle applicazioni da eseguire su tutte le piattaforme della casa: Windows RT, Windows desktop, Windows Phone e XBOX.

I vantaggi derivanti dal suo uso sono notevoli: permette infatti, essendo esso stesso un prodotto Microsoft, di testare le app simulando diversi dispositivi target o direttamente sulla macchina ospite.

Inoltre è stato possibile eseguire il debug su uno di quei dispositivi convertibili cui mira l’app e di cui parleremo nel prossimo capitolo.

Già in quest’ambiente è possibile scrivere sia il codice C# sia i tag grafici dello XAML ma Microsoft mette a disposizione anche un altro strumento per la grafica, Blend.

Blend per Visual Studio invece, (o Microsoft Expression Blend com’era chiamato fino a poco fa) è uno strumento di design sviluppato e venduto da Microsoft allo scopo di aiutare i programmatori a progettare e stylare la grafica delle app create tramite Visual Studio.

Molto interattivo e semplice da usare, adotta la politica WYSIWYG (What You See Is What You Get) in modo da permettere di capire come apparirà l’app al lancio su diverse categorie di dispositivi, differenti per risoluzione e dimensioni dello schermo.

Permette infatti molto meglio di Visual Studio stesso di creare e editare la grafica di un app, specialmente se non si conosce lo XAML.

Scrivere nel linguaggio puro però risulta sempre una scelta più potente in questi casi e permette di capire meglio come il sistema operativo gestisce alcuni elementi della grafica e in particolare lo scaling su schermi di dimensioni e pixel diversi.

É stata perciò questa la mia scelta e, a parte per la colorazione dell’app e poco altro, ho usato quasi completamente l’editor XAML di Visual Studio, che pure permette di vedere immediatamente come apparirà l’app realizzata, anche se con una minore interattività con la finestra di progettazione visuale.

 

Device di destinazione (dispositivi convertibili)

Windows RT

Con l’avvento di Windows 8 e poi di Windows 8.1 il sistema operativo Microsoft è stato reinventato, aggiungendo alla vecchia piattaforma desktop di Windows 7, migliorata nelle prestazioni, un nuovo ambiente chiamato Windows RT, che sta per Windows RunTime.

Windows RT è quasi del tutto staccato dall’ambiente desktop comune, ed è ispirato fortemente al mondo touchscreen degli smartphone e dei tablet.

Le applicazioni sono infatti eseguite per la maggior parte del tempo a schermo intero, il sistema è privo della barra inferiore e il menu start è anch’esso a schermo intero.

Nonostante questo, però, tutto il sistema è completamente utilizzabile con mouse o tastiera e in questo senso devono essere pensate anche le app.

Entra così in gioco la nuova interfaccia utente che punta proprio a portare l’intuitività del mondo dei device portatili sui PC.

 

La Metro UI

L’interfaccia utente di Windows RT è chiamata Metro UI ed è appunto ispirata allo stile dei cartelli metropolitani.

In essi infatti, ancora prima che l’occhio abbia finito di elaborare il testo, la mente ha già capito il significato del cartello attraverso le immagini.

Ciò permette di riconoscere le icone delle app e le funzioni al loro interno senza leggere intere righe di testo, come accade ad esempio per i menu a tendina di Windows 7, ma unicamente guardando all’immagine che compone il tasto.

Interfaccia e contenuto si avvicinano così sempre più, arrivando anche, in qualche caso, a coincidere.

Un altro punto cardine di Metro UI è l’usabilità che deve avere ogni applicazione su dispositivi touchscreen, per garantire che sia possibile usare le varie funzioni senza il rischio di premere un comando per un altro, anche sui dispositivi touch più piccoli.

I tasti devono perciò essere ampi e ben distanziati come possiamo vedere già nel menu start che è una perfetta rappresentazione di Metro UI.

 

I dispositivi convertibili

Di discutibile utilità per i PC fissi, dagli schermi generalmente ampi e privi d’input touchscreen, Windows RT è infatti stato pensato per adattarsi a dispositivi portatili, dalle dimensioni ridotte.

In questi ambienti, infatti, usare più finestre contemporaneamente è spesso impossibile e, grazie anche alla tempestiva apparizione sul mercato di portatili dotati di monitor touch, chiamati convertibili, questo nuovo ambiente orientato al fullscreen è molto comodo.

I convertibili aggiungono alla potenza di calcolo di un notebook la portabilità e l’input touch di un tablet, permettendo cioè di scollegare lo schermo dalla tastiera, mantenendo però la possibilità di applicazioni piuttosto pesanti propria di un sistema operativo complesso come Windows 8.

Convertibili

Sarebbe infatti stato impossibile implementare Windows 8 direttamente su di un tablet, viste le ridotte capacità di calcolo.

É a questi dispositivi convertibili che mira l’app, che pur essendo utilizzabile con mouse e tastiera su sistemi da scrivania o in ogni caso non dotati di touchscreen è molto più comoda avendo la possibilità di premere direttamente sui tasti a schermo.

Inoltre potendo usare una tastiera fisica QWERTY è più semplice alternare l’immissione di caratteri normali e di foni.

L’ambiente migliore è quindi quello in cui coesistono le due realtà, quella touch e quella fisica.

 

L’app realizzata

La schermata iniziale

Lanciando l’app per la prima volta si apre una finestra che pone all’utente una semplice domanda.

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Infatti il funzionamento dell’app, essendo essa destinata a diversi sistemi non tutti dotati di touchscreen, è differente a seconda che sia presente una tastiera fisica o meno.

In pratica nella seconda ipotesi c’è bisogno di inibire la tastiera virtuale di Windows 8 che andrebbe altrimenti a sovrapporsi a quella fonetica.

 

Perciò la soluzione ottimale è quella in cui si dispone sia di un monitor touchscreen sia di una tastiera fisica in modo da poter scrivere comodamente sia i foni sia le lettere del normale alfabeto latino.

Queste ultime sono infatti incluse nella tastiera fonetica come codificazione di alcuni dei foni più comuni ma la loro immissione è molto più comoda potendo usare una tastiera QWERTY cui tutti siamo abituati.

La schermata presenta anche, per gli utenti meno esperti, due collegamenti che collegano ad altre schermate in cui è spiegato cos’è una tastiera fisica e come accedere al menu impostazioni, integrato con quello della charm bar a scomparsa dal lato destro dello schermo in Windows 8.

La tastiera

Una volta oltrepassata la schermata iniziale appare la schermata della tastiera vera e propria, che può essere analizzata come divisa in tre sezioni, una sotto l’altra:

  • Menu
  • Spazio di scrittura
  • Tastiera touch screen per l’immissione dei caratteri, comprensiva di tasti backspace, invio, spazio e di quello per invertire i tasti attivi e quelli spenti.

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Lo spazio della tastiera è composto di una griglia di tasti, di cui una metà è attiva mentre una metà è disattivata.

Questa situazione si può invertire con la pressione del tasto in basso a destra e consente una maggiore precisione nel cliccare i foni, con la metà dei tasti attivi c’è meno rischio di premere un tasto invece di un altro, perché essi sono più lontani tra di loro.

Si può poi notare come non tutti i tasti contengono un fono, su alcuni infatti appare il carattere “–“.

Questo perché i tasti sono organizzati razionalmente secondo lo standard IPA (International Phonetic Association) raggruppando a sinistra le consonanti e a destra le vocali della voce umana.

A loro volta consonanti e vocali sono allineate verticalmente secondo luogo di articolazione nella volta orale (bilabiali, dentali, alveolari ecc.) e orizzontalmente secondo il modo di produzione (plosive, fricative, nasali ecc.) dalle etichette poste su tre lati della tastiera.

Il menu superiore invece contiene i comandi per rendere il testo grassetto, corsivo, sottolineato, per cambiare il colore del testo, per copiare, tagliare, incollare, aprire un documento e per salvare quello corrente.

Come a tutte le altre app di Windows 8.1 è possibile affiancare alla tastiera fonetica un’altra app o il desktop.

Quando essa non ha più abbastanza spazio da mantenere il layout normale si ridisegna automaticamente, entrando in questa nuova forma che mantiene tutte le funzionalità del vecchio layout ma riorganizzandole, adattandosi a uno spazio ristretto.

Ciò è particolarmente utile quando è necessario copiare i foni in un altro programma o leggere da esso.

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In questo layout metà dei tasti sono nascosti invece che disattivati, situazione invertibile ancora una volta dal tasto apposito.

Le impostazioni

Ecco il menu impostazioni dell’app, che permette all’utente di compiere di nuovo la scelta iniziale riguardo alla tastiera fisica.

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Altre opzioni, di più frequente utilizzo, sono contenute nell’app bar inferiore, che appare alla pressione del tasto sinistro del mouse o con uno swipe (trascinamento con il dito) dal bordo inferiore.

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Queste impostazioni permettono di:

  • Nascondere le etichette, avendo così più spazio per i tasti che diventano tutti attivi e cliccabili
  • Nascondere tutti i bottoni, ingrandendo lo spazio per l’immissione del testo
  • Attivare o disattivare l’audio alla pressione di ogni fono che fa ascoltare il suono associato all’utente
  • Riprodurre tutto il testo scritto
  • Fermare la riproduzione.
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