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(a cura di Michele Benedetti II B informatica)

phishing

La polizia postale di Recanati, sabato scorso 23 novembre, è venuta a “fare visita”  all’Istituto Tecnico “E. Mattei” di Recanati: la mia scuola.

Il “poliziotto”, ex dirigente della Polizia di Stato, che è intervenuto all’incontro ci ha  spiegato varie cose sul computer, il cellulare e Internet, e vorrei partire da questa:  “ripulire” il computer, serve a cancellare completamente i dati e le operazioni che sono  state eseguite o no?

 

La risposta è ovvia, ripulire il computer non serve a nulla, perché, in parole povere, la polizia postale ha un programma che gli permette di ricostruire la “memoria” del computer che è stata cancellata e risalire alle operazioni eseguite e questa è una cosa che fa pensare.

Oggi giorno tutti noi usiamo moltissimo il telefono, dal classico cellulare allo smartphone; abbiamo capito che c’è una cosa che la polizia postale può fare e cioè tenere sotto controllo i numeri: non interpretatela come una cosa che loro fanno per i propri scopi, ma tutto ciò viene fatto secondo la legge. Moltissimi trafficanti di droga sono stati intercettati via telefono e poi arrestati, una volta che si ha il numero di telefono è una sciocchezza per “loro” risalire alla persona e al posto in cui abita. Purtroppo, però, sappiamo che ci sono anche lati oscuri di questo potere, abusi da parte di chi lo possiede, come tutti noi sappiamo per quello che è successo ad esempio negli Stati Uniti.

A parte i telefoni, la polizia postale ha gli strumenti per tenere sotto controllo, in tempo reale, anche i nostri computer, nelle attività abituali di navigazione attraverso la rete Internet: ora che lo sappiamo, sta a noi decidere se rischiare scaricando programmi o quant’altro.

Anche il trasferimento di un file da un computer all’altro può essere sottoposto a un controllo in tempo reale dalla polizia postale: Internet è pieno di siti di lavoro, di giochi, ma anche di siti porno e pedopornografici.

Oramai quasi tutti noi ragazzi utilizziamo Facebook: possiamo facilmente fare di tutto, come inviare messaggi, foto, video. Una persona che crea un account su Facebook, potrebbe non essere veramente la persona che pensiamo, e noi potremmo fare incontri spiacevoli. Quindi dobbiamo diffidare di alcuni contatti che sono sospetti, soprattutto se sono di persone che non conosciamo. Molte persone utilizzano account falsi di Facebook per fare “stalking” o per abbordare bambini/e per la pedofilia.

Secondo me, Facebook fa perdere la vera essenza del discorso fra due persone, soprattutto fra due persone fidanzate o sposate, certo, se si abita a molti chilometri di distanza e l’unico modo per rimanere in contatto è Facebook, allora è un buon mezzo per mettere alla prova i due innamorati e vedere se la distanza influisce nel loro rapporto, ma se viene usato da persone che abitano davanti casa, e lo fanno perché non hanno voglia di fare due passi, penso che sia uno strumento utilizzato in modo sbagliato.

Oggi si può stare su Facebook anche tramite il proprio smartphone e in pochi sanno che la prolungata esposizione a un cellulare, che emette onde elettromagnetiche, potrebbe provocare tumori o ridurre l’udito se si usano le cuffiette per ascoltare la musica a volume elevato.

Ritornando ai computer ed alle truffe, oltre alle applicazioni conosciute come “cavalli di Troia”, che danneggiano i nostri computer, ci si può imbattere, navigando in Internet, nel cosiddetto PHISHING, cioè “pesca”: truffatori che con le loro offerte ad esempio di vendita di articoli, che in realtà non possiedono, chiedono i nostri dati, come codici di carte ecc.. e, al momento della spedizione, non arriva in realtà nulla, ed è li che ci si accorge di essere stati truffati e di avere “abboccato all’amo”.

Il computer inoltre dà dipendenza, in molti la negano, ma la dipendenza dall’uso del computer è praticamente riconosciuta come una vera e propria malattia da cui ci si deve disintossicare.

Concludo dicendo che al termine della conferenza avrei voluto chiedere se è giusto che “loro” possono essere autorizzati ad ascoltarci mentre telefoniamo o a tenere sotto controllo i nostri pc, mentre noi, per quello che facciamo, come scaricare musica o altro, rischiamo di essere multati o peggio… poi però ho pensato che conoscevo già la risposta e così dopo un fragoroso applauso a conclusione dell’incontro sono lentamente e rumorosamente tornato insieme ai miei compagni verso la mia aula.

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